Arazzo Max Ernst – 410

“La ville entière” – n° 1/1
Arazzo tessuto a mano
Periodo: 1975
Dimensioni: cm. 438 x 284
Firmato Max Ernst
Atelier Yvette Cauquil-Prince (Francia)

COD: 410 Categorie: ,

Descrizione

Arazzo Max Ernst
(Brühl, 2 aprile 1891 – Parigi, 1º aprile 1976)

“La ville entière” – n° 1/1
Arazzo tessuto a mano
Periodo: 1975
Dimensioni: cm. 438 x 284
Firmato Max Ernst
Atelier Yvette Cauquil-Prince (Francia)

Max Ernst nasce a Brühl, vicino a Colonia. Nel 1909 si iscrive all’Università di Bonn per studiare filosofia, frequentando anche dei corsi rivolti alla psicologia e all’arte degli alienati, ma abbandona presto questo indirizzo per dedicarsi al mondo dell’arte. Nel 1912 fonda, assieme ad August Macke il gruppo “Das Junge Rheinland”, esponendo per la prima volta a Colonia alcune sue opere alla Galerie Feldman. Questa città, due anni dopo, gli farà conoscere Hans Arp, con il quale stringerà un’amicizia che durerà tutta la vita.
Nell’agosto dell’anno seguente si reca per la prima volta a Parigi. Partecipa alla Prima guerra mondiale. Nonostante il servizio militare, Ernst riesce a dedicarsi alla pittura, esponendo alla galleria “Der Sturm” che lo indurrà a pubblicare un articolo Sull’evoluzione del colore. Ritornato a Colonia nel 1918 sposa Luise Strauss. La scoperta della pittura di Giorgio de Chirico lo spinge a realizzare un album di litografie (Fiat Modes Pereat Art); nello stesso anno fonda con Johannes Theodor Baargeld il gruppo dada W/3 West Stupidia; i due artisti pubblicano la rivista Der Ventilator e il Bullettin D e organizzano la prima mostra Dada a Colonia.
Nel suo secondo viaggio a Parigi nel 1920, ha modo di farsi apprezzare dai critici della capitale, riuscendo ad esporre alcune sue creazioni presso la “Galerie Au Sans Pareil”. La prima esposizione avvenne nell’anno 1921 presso la Galerie au Sang Pareil di Parigi. Importante è il suo incontro con alcuni esponenti del surrealismo, come André Breton e Paul Éluard; dalla sua collaborazione con quest’ultimo nascono due volumi, Les malheurs des immortels e Répétition (1922). È il periodo in cui, forse ispirato da un suggestivo viaggio in Oriente, elabora una nuova tecnica pittorica, il frottage, con il quale realizza un ciclo di immagini pubblicate nel volume Histoire naturelle (1926). Nel 1929 pubblica il primo dei suoi romanzi-collage, La Femme 100 têtes, e l’anno dopo collabora con Salvador Dalí e Luis Buñuel al filmL’âge d’or. Nel 1930 realizzò Reve d’une petite fille qui voulut entrer au Carmel, mentre nel 1934 fu la volta di Une semaine de bonté (“Una settimana di bontà”). Le tavole di questi romanzi-collages erano realizzate con collages di immagini ricavate da opere scientifiche, enciclopedie mediche, cataloghi o racconti illustrati. Il montaggio dei collages era volutamente dissimulato, per regalare all’opera un’apparenza di unità, particolarmente evidente nella versione tipografica. I contrasti con Breton, inducono Ernst ad abbandonare il gruppo surrealista nel 1938 e a trasferirsi, assieme alla pittrice Leonora Carrington, nei pressi di Avignone.
Nel 1941 il pittore raggiunge gli Stati Uniti, dove collabora alla rivista surrealista VVV, e dove rimane fino al 1953. Durante questo periodo, trascorso in Arizona, Ernst lavora instancabilmente, sperimentando nuove forme espressive, come il dripping, e realizzando importanti sculture tra le quali, per esempio, Il re che gioca con la regina (1944). Negli Stati Uniti si sposa per ben due volte: la prima con Peggy Guggenheim, nel 1941, la seconda con Dorothea Tanning. Dopo essere rientrato in Europa, vince il primo premio alla Biennale di Venezia nel 1954.
Max Ernst muore a Parigi il primo aprile del 1976.

L’opera originale che Max Ernst scelse come cartone dell’arazzo è tutt’oggi conservata presso La Collezione Peggy Guggenheim di Venezia, uno dei più importanti musei d’arte europea e americana del XX secolo in Italia.
La « Città Intera » fa parte di una serie di 12 lavori dipinti da Max Ernst tra il 1933 e il 1937 con lo stesso tema, un paesaggio surrealista che può simboleggiare il crescente pessimismo dell’artista data la situazione politica in Germania in quel periodo.

Yvette Cauquil-Prince ( 1928-2005 ) è stata un’artigiana e una maestra tessitrice di origine Belga, ha fondato il suo Atelier a Parigi alla fine degli anni ’50 e successivamente si è trasferita in Corsica. Tra le collaborazioni con i più importanti artisti del XX secolo la più nota e produttiva fu con Marc Chagall con il quale realizzò 40 arazzi.

Bibliografia :
Max Ernst wowen by Yvette Cauquil Prince, Milwaukee Art Center, 1978, n° 6
Pierre Baudouin, 80 Tapisseries de peintres, Paris, Musée-Galerie de la Seita, 1985
Chagal, de la palette au métier, Musée d’Art moderne de Troyes, 2014, p. 202

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